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RECENSIONE "LA BELLEZZA DEL MALE" DI CARMEN WEIZ

Titolo: La bellezza del male
Autrice: Carmen Weiz
Serie: Swiss Legends #2
Genere: Thriller romance
Finale: Autoconclusivo
Editore: Edizioni Quest
Data pubblicazione: 28 settembre 2019
Prezzo: ebook €2,69 cartaceo €11,50
Trama: “Ti prometto la vita se mi prometterai la morte.”

Direttamente dalle foreste di pini in Svizzera arriva…

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita, e forse queste parole portano con sé una certa verità. Cosa succede, però, se le ferite non guariscono correttamente? Quando i tagli lasciano delle orrende cicatrici e le ossa rotte si rinsaldano ma non tornano più come prima?

E quando si tratta dell’anima? Se è rimasta coinvolta nella rottura, ritrovandosi lacerata e sofferente…

L’agente Sophie Nowack, delle forze speciali svizzere Enzian, lo sa bene. Reduce da un terribile avvenimento, che le ha cambiato per sempre la vita, giorno dopo giorno si strugge per portarla avanti. Un’esistenza fatta di segreti inconfessabili, celati dietro a un lavoro nel quale eccelle: infiltrarsi nei peggiori ambienti, attraverso volti che non sono mai il suo, alias che nascondono la sua vera personalità.

“Cosa puoi scegliere, quando non ti è rimasto niente?”

Le lancette del destino li ha allineati. Lei ha commesso un semplice errore e a quel punto il suo destino è passato nelle sue mani. Per lei, il male non è mai stato così affascinante come nel momento della resa dei conti. Aveva le sembianze della persona che aveva sempre desiderato, colui che aveva posseduto i suoi sogni.

“Correresti questo rischio? Metteresti in pericolo la tua incolumità, la tua anima, la tua vita… Tutto per conoscere… la bellezza del male?”

Secondo volume autoconclusivo della serie Swiss Legends.
Contiene alcune descrizioni intense, consigliato ad un pubblico adulto.

 

RECENSIONE DI CHLOE

 

Buongiorno miei adorati lettori, la sentite anche voi quest’aria fresca d’autunno? Perchè io ancora non la sento per niente. Sembra che stia tornando l’estate…
Comunque non ci facciamo scoraggiare dai gradi che salgono perchè oggi vi voglio parlare del secondo romanzo della Swiss Legends, scritta dalla penna di Carmen Weiz.

Ci sono diversi tipi di mostri che vivono in mezzo a noi.
Persone che non sembrano diverse da te e me, ma che in realtà
mancano di una componente fondamentale della specie umana: la coscienza.

Dopo aver letto di Kieran e Lara, torniamo nelle foreste Svizzere per conoscere la storia della bella Sophie Nowark,
Sophie è una giovane agente che fa riesce a calarsi in qualsiasi parte e situazione. Lei è il camaleonte, il jolly. Sophie è tante persone e nessuna di esse: riesce ad essere chiunque voglia, ma non riesce ad essere se stessa. Dopo una grave perdita subita in giovane età, questa ragazza comincia a vivere in un mondo fatto di voci e ombre; cerca ogni tipo di pericolo per poter provare l’ebrezza di vivere ma, ad un certo punto, si scontrerà con le tenebre più assolute.
C’è una frase di Friedrich Nietzsche che rispecchia perfettamente ciò che l’autrice di questo romanzo vuole dirci.

“Chi combatte contro i mostri deve guardarsi
dal non diventare egli stesso un mostro.

E quando guardi a lungo in un abisso,
anche l’abisso ti guarda dentro”.

É questo che succede a Sophie: senza rendersene conto, l’abisso le scava dentro fino ad arrivare in ogni sua piccola parte.
Questo suo essere distruttiva e schiva, non gioverà alle sue relazioni sentimentali né ai rapporti con i colleghi tanto che si troverà sempre sola a voler affrontare tutto.
Il problema è che l’abisso ha in serbo un piano tutto suo per rimanere ancorato a Sophie e, alla fine dei giochi, potrebbe anche avere la meglio.

«Dovremmo sentire il dolore, abbracciarlo.
Questo è il vero dono, l’eredità che ci hanno lasciato.»

I suoi occhi chiari incontrarono i miei.
Sperai ardentemente che il suo livello di equilibrio potesse
bilanciare tutte le emozioni frastagliate che si agitavano dentro di me.

«Mi stai forse dicendo che il dolore sia un regalo?»
Annuì. «Dimostra che siamo vivi, che queste persone significavano
e significheranno sempre qualcosa per noi.
Che, anche dopo anni che le abbiamo perse,
le sentiamo ancora vicine. Qui dentro.»

Con una mano si toccò il cuore.

Quando ho finito di leggere il primo libro, mi sono fiondata subito su questo ma poi ho dovuto prendermi un momento per me prima di poter scrivere questa recensione. Il romanzo che ho divorato, mi ha lasciato una sensazione strana dentro. Io a volte scherzo quando dico che, parlando da sola, è perché mi piace parlare con gente intelligente, ma questa ragazza ha reso il tutto molto più complesso.
La Weiz ha la capacità di prendere un argomento delicatissimo e contorto e farlo diventare un romanzo dalle sfumature gotiche e thriller, il tutto condito da sentimenti, emozioni, descrizioni e chi più ne ha, più ne metta.
La storia di Sophie non è facile da raccontare, ho fatto fatica anche a trovare le parole giuste per presentare questo personaggio così ricco di sfaccettature, ma spero di aver fatto del mio meglio.
Purtroppo non basterebbe un libro intero per farvi capire la complessità che si cela in Sophie, ma la Weiz ha saputo rendere magnifico un tema psicologico così ingarbugliato il tutto con uno stile lineare, semplice e scorrevole.
Adesso dovrei iniziare la lettura del terzo libro e mi chiedo se anche in questo troverò un tema importante e come riuscirà la scrittrice a renderlo perfetto.
Perchè è questo che un buon autore deve fare: prendere piccoli temi, complessi e a volte profondi e renderli unici. Inutile dire che Carmen Weiz è perfetta per questo ruolo!

«Non abbandonare mai la tua strada.
Solo perché ora è tempestosa,
non significa che non sarai diretta verso i raggi del sole.»