Titolo: Non sono solo una signora

Autore: Melanie Breath

Editore: O.d.e. Edizioni

Genere: Romance

Prezzo: Euro 2,99

Pagine: 188

Data Pubblicazione: 3 Giugno 2020

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Trama: Irene ha quarantacinque anni e tanta voglia di riscatto. Non sa che la vita, quella stessa che le ha portato sacrifici, delusioni e qualche gioia, ha ancora in serbo per lei un’opportunità. Irene avrà fra le mani il potere di spezzare le catene del passato, ma il suo mondo accetterà il cambiamento o le presenterà il conto?

RECENSIONE SIMO

Ciao a tutti, oggi vi parlerò di “Non sono solo una signora”, di Melanie Breath. La protagonista del romanzo è una giovane donna, madre e nonna di 45 anni. Irene nella sua vita ha sempre sofferto, nulla le è stato regalato e ha sempre pagato a caro prezzo il suo buon cuore. Diciamo anche che ha una personalità piuttosto complessa, e dico questo perchè l’autrice vuole che appaia molto forte, che porti addosso tutto il peso delle sue scelte e anche quelle degli altri e che riesca a cavarsela con le sue sole forze e la sua determinazione, peccato però che ciò non collimi col suo carattere, un po’ troppo remissivo, accondiscendente, insicuro, manipolabile e cedevole. Vive con un marito assente, cosa che a lei inizialmente sembra non preoccupare, e una delle sue figlie, Mara, la più viziata, arrogante e cattiva, che in tutti i modi le rende la via un’inferno. Mara ha anche una gemella, che è l’opposto di lei e che, insieme a suo marito e sua figlia, sono le uniche persone che stanno dalla sua parte. Le cose si complicano quando Irene incontra Manuel, un ragazzo più giovane, che la sprona a mettere in discussione la sua vita, e quindi a cambiarla.

Sono anni che ho imparato a nascondere le mie sofferenze e le mie paure, per una volta mi piacerebbe lasciarmi andare e tirar fuori ciò che sento, ma non adesso.

Inizio col dire che i personaggi in sé non mi hanno convinta, perché hanno delle caratteristiche poco realistiche, ma non posso dire altrettanto delle tematiche, che ritengo, ahimé, molto attuali. E’ indubbiamente una storia d’amore ma troviamo in primo piano la violenza sulle donne, che fa arrabbiare e indignare, ma anche il pregiudizio sociale, che in alcuni ambiti e zone esiste ancora, purtroppo. La scrittura è molto fluida e piacevole, le vicende si susseguono con un ritmo abbastanza veloce e lo stile in prima persona a me non dispiace affatto, perché qui mette in risalto la personalità dell’unica vera protagonista, le cui riflessioni non rallentano il tempo della narrazione, bensì aiutano a mantenere alta l’attenzione del lettore. Ciò che mi ha infastidito, però, sono i dialoghi, spesso ripetitivi, di determinati personaggi. Da un lato, il loro modo di parlare rafforza le proprie convinzioni e personalità, cosa più che azzeccata, ma dall’altro lato risulta troppo pesante nel continuo uso di nomignoli o in discorsi prevedibili e sempre uguali, anche se poi, le vicende che si susseguono lasciano anche un po’ di suspense e sorpresa.

La vita bisogna saperla guardare sotto il giusto punto di vista per riuscire a essere felice, perché la nostra esistenza, in fondo, è solo un attimo che passa e bisogna coglierlo al volo per non lasciarlo andare invano.

Anche se a me non è piaciuto per i motivi che ho elencato prima, l’ho ritenuto interessante dal punto di vista delle tematiche e, per questo, penso sia un romanzo molto riflessivo, che incoraggia il lettore a non arrendersi mai e a prendersi a ogni costo quel pezzo di felicità che gli spetta.

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