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RECENSIONE "ANIMAS" DI FEDERICA CABRAS

Titolo: Animas
Autore: Fedeica Cabras
Editore: Self Publishing
Genere: Paranormal
Prezzo: ebook 2,99€ cartaceo 14,25€
Data Pubblicazione: 16 Novembre 2020
Trama: La notte del trentuno ottobre, in cui il confine tra i vivi e i morti si fa meno nitido, è una notte pericolosa per la famiglia Ruinas. I maschi di questa stirpe sono maledetti: se un Ruinas incontra la morte nella sera dell’ultimo giorno di ottobre, resta sulla terra per sette anni, durante i quali opera per condurre alla pazzia e poi alla tomba il resto della famiglia. Nella Sardegna degli anni Cinquanta sono Lucia e sua figlia Graziella a fare i conti con la morte dannata del loro capofamiglia Giovanni. Quando la madre comincia a perdere il senno, è la giovane Graziella che continua a lottare per cambiare questo destino, sostenuta da Umberto, un altro Ruinas in pericolo, che le darà il coraggio necessario per provare a mettere in salvo tutti.

RECENSIONE DI BARBY

Bentornati su Polvere di Libri oggi ho il piacere di parlarvi del romanzo di Federica Cabras “Animas”.
Legata all’ambientazione in quanto mia terra natia, la Sardegna, e dall’ genere che amo particolarmente, ho accettato subito di leggere questo romanzo.
Quando ci sono aspetti come nel mio caso il genere e l’ambientazione che riscontrano il proprio gusto, si ha sempre delle aspettitative maggiori su un testo, e Federica con il suo stile pulito e magico, ha supertato le mie aspettative.
La trama abbastanza articolata, narra di Graziella, una bambina che perde il padre quando il regno dei morti incontra quello dei vivi, a causa di una maledizione che colpisce tutti i Ruinas dall’alba dei tempi.
E la maledizione non ha risparmiato suo padre Giovanni Ruinas, abbattendosi sul sua moglie e su sua figlia che da bambina a giovane donna affonterà con determinazione e coraggio.
Ho amato questo romanzo, per la storia che racchiude, per i luoghi, le forme dialettali che l’autrice con grande maestria inserisce nei dialoghi.
Questo romanzo ci regala molte emozioni, ci fa rivivere ricordi e odori di tempi lontani e la magia di superstizioni e tradizioni perse nel tempo.
I personaggi della storia molto ben caratterizzati ci presentano come in una società matriarcale come la nostra, Graziella e sua madre lavorino duramente per portare avanti la casa, solo con l’aiuto di un cugino per il pascolo.
Lo volevamo accanto, certo, ma non così. Non con la certezza incontestabile che chi torna in quel modo non può essere la stessa persona che è stata inumata. «Perdono l’anima, tornano e si fanno vedere ed è tutto così strano e apparentemente bello, all’inizio» aveva chiarito nonna Agata, sempre parlando dei propri avi. «Magari banchettano con noi, parlano e ci tengono le mani. E magari le loro sono fredde, ma non ci lamentiamo perché stringerle ci sembra un privilegio concesso a pochi. E quando ci guardano negli occhi noi ci dimentichiamo tutto: il fetore, le pupille vacue, le casse di legno. Ma poi… Poi si vede che non sono loro, diàulu che non sono loro, no.»
La determinazione delle due donne, tipica delle donne sarde. soprattutto Graziella, che cresciuta troppo in fretta, determinata a sconfiggere la maledizione che ogni qualvolta si abbatte con la sua famiglia, riuscirà a riportare serenità in casa Ruinas?
Una trama ben strutturata, complessa, ma scorrevole e dal buon ritmo, una piacevole lettura tra presente e passato da leggere davanti al camino in una magica notte.
Consiglio assolutamente questa lettura!

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