RECENSIONE "ETERNI PRIGIONIERI" DI GABRIELE IACONO

Titolo: Eterni prigionieri
Autore: Gabriele Iacono
Genere: Narrativa Contemporanea
Data di pubblicazione: 10 Agosto 2020
Pagine: 36
Prezzo: 9,90 copertina flessibile; 2,99 Formato Ebook (disponibile su KU)

Trama: Igor, Alma e Aamir: Un uomo, una donna e un bambino.
Tre viaggi e tre storie. Un unico grande sogno: quello di vivere.
Un viaggio attraverso il mare e attraverso i sogni e le paure di un popolo senza nome.
Una storia di immigrazione, di razzismo e di discriminazione…o forse più semplicemente la storia degli uomini: degli uomini che hanno il coraggio di morire e la forza per tornare a vivere.

Autore: Gabriele Iacono è uno studente ragusano di sedici anni, con la passione per la letteratura e per la scrittura.
Dopo aver vinto alcuni concorsi di scrittura, ha pubblicato racconti in alcune antologie: uno di questi ha ispirato fortemente il suo romanzo di esordio: “Eterni Prigionieri”.

RECENSIONE DI SIMO

Benvenuti su Polvere di Libri, oggi vi parlerò di un libro scritto da un autore giovanissimo, dal titolo “Eterni prigionieri”.
Gabriele Iacono ci racconta tre storie diverse, tre storie di speranza e di incubo. Tre persone distinte che si attaccano alla vita con le unghie e con i denti.
Nel primo racconto il protagonista è Igor, un ragazzo, nel secondo troviamo una donna, Alma, e nell’ultimo un bambino, Aamir. Sono tre storie che partono dal loro viaggio verso la conquista della vita, e mentre lo affrontano si contrano con la crudeltà più dura che l’uomo e la natura possano riservare loro, fino a una conclusione differente per tutti e tre, ma ciò non toglie il fatto che sono accumunati dallo stesso passato, e che si portano dietro un sogno e la voglia di vivere.

Ci avevano provato, questo era importante…nessuno avrebbe potuto dire che si erano arresi senza lottare.

Ho apprezzato molto questo piccolo grande racconto, perché è distaccato dalla politica o dai pensieri comuni che si possono avere sull’argomento, tra l’altro molto attuale e che, scritto da un ragazzo così giovane, impressiona parecchio.

L’autore, in terza persona, tocca la parte più dura e delicata dell’immigrazione clandestina, con uno stile molto fluido e maturo. Si legge molto velocemente, non solo per la brevità, ma nonostante questo lascia
segni e cicatrici nel cuore del lettore.
L’intento dell’autore, secondo me, non è solo quello di raccontare quello che abbiamo tutti sotto gli occhi costantemente, ma anche quello di farci riflettere sull’indifferenza che molti di noi proviamo anche solo
sentendo le notizie sul giornale, e in qualche modo cerca di scavare sulle motivazioni che stanno dietro alla nostra insensibilità.

Ma il mondo non è giusto, né in Africa né in Italia, né in Russia né in America…l’odio accomuna gran parte del genere umano.

Trovo sia molto lodevole che un ragazzo così giovane abbia pensato di dare voce a queste persone che a stento vengono anche solo considerate persone, e sono rimasta molto colpita dalla maturità del messaggio che vuole lasciarci. Da leggere!

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