Titolo: Isolato
Autore: Marco Arcangeli
Editore: PAV Edizioni
Genere: Narrativa Contemporanea
Prezzo: Euro 12,55
Pagine: 156
Data Pubblicazione: 10 Giugno 2020

Trama: Isolato è un mulo testardo. Come tutti i muli, del resto. Orfano dalla nascita, la solitudine è l’unica figura che l’accompagna fino a quando non conosce il padrone, un uomo dal “buffo cappello in testa da cui spiccava una piuma marrone bella dritta”. Assieme, affiorano in lui tutti quei sentimenti negati dal fato e, in breve tempo, diventa l’unica vera persona su cui poter contare.Scoprendo il calore della fiducia, però, si rende conto anche di quanto sia facile perderla. E in quel momento, di nuovo solo, decide di reagire.Durante il suo percorso, tra alti e bassi, si imbatte in un ragazzino, a prima vista molto diverso dal padrone. Ma sarà poi davvero così?Un racconto personale di un mulo, della sua solitudine e della sua battaglia; tra sofferenze, ricordi e piccoli momenti di felicità, questo cammino tra le montagne alpine in tempo di guerra lo porterà a farsi delle domande e a capire che l’aiuto è qualcosa di spontaneo, perché, con la persona giusta al nostro fianco, l’esserci non dev’essere neanche chiesto. Qualunque sia il cammino, nessuno potrà mai farcela da solo.

RECENSIONE DI SIMO

Ciao a tutti, oggi vi parlerò di un libro molto originale e completamente fuori dai soliti schemi: si tratta di “Isolato” di Marco Arcangeli.
La prima cosa che colpisce è che a parlare è un mulo, Isolato, il cui nome rispecchia esattamente la sua condizione di nascita e di vita.
L’autore si è calato nei suoi panni, ci racconta la storia attraverso i suoi occhi ed è il mulo stesso a farci capire i suoi sentimenti, utilizzando un linguaggio molto fluido, leggero, diretto, spiazzante e senza fronzoli, com’è giusto che sia, visto che a parlare è proprio un mulo.
Di contorno, ci troviamo catapultati nel bel mezzo della II Guerra Mondiale, e per questo motivo non ci vengono risparmiati gli orrori, le violenze, i soprusi derivati dal contesto, che Isolato ci racconta con estrema precisione, sapendo valutare le vicende con molta lucidità e concretezza, ma non per questo si tratta di un libro storico, anzi, si tratta di un libro che scava nell’animo umano alla ricerca delle debolezze e delle forze che si trovano all’interno di noi stessi.
Metaforicamente parlando, mi è sembrato che il mulo incarnasse quella parte di noi che si trova ad affrontare un periodo buio della vita, e che cerca in tutti i modi di risolvere i problemi che gli si parano davanti, cercando di proseguire il proprio cammino nella maniera più serena possibile.

Dentro ognuno di noi, è la parte testarda che ci salva, quella che non molla nei momenti difficili e ci dà la forza per continuare a vivere, sperando in un futuro migliore mentre, seduti su una sedia, guardiamo l’orizzonte oltre la finestra.

La Guerra, i padroni che Isolato incontra nel proprio cammino, e le varie difficoltà sono espresse in un crescente climax semantico, che ci rende partecipi del dolore del protagonista, portandoci talvolta allo sconforto, fino a che il mulo non trova la quiete. Molto bello l’incontro tra Isolato e il giovane ragazzo che se ne prende cura, che dà al mulo di nuovo la fiducia negli altri e lo alleggerisce dal senso di solitudine.
Nel giovane io ho visto la speranza in un futuro migliore, quella che spesso va di pari passo con la fortuna di incontrare le persone giuste, come in questo caso.
Ovviamente, il tema della solitudine è qui particolarmente indagato, e ci fa riflettere sul fatto che non per forza è un aspetto negativo, ma ci fa capire che dobbiamo aprirci alla conoscenza di persone che, in maniera del tutto inaspettata, possono darci molto, nella vita.

Fu in questo modo che riaffiorò in me il piacere di poter contare su qualcuno e, questa volta, provai io un sentimento di vergogna per quanto ci fosse voluto ai miei occhi per trafiggere la spessa nebbia che esperienze passate avevano interposto tra me e la buona fede del ragazzo.

Un libro colmo di pensieri, emozioni e ricordi, tutti da scoprire, in chiave simbolica, e che a me personalmente ha fatto riflettere molto.

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