Titolo: Vorrei camminare come fanno i bambini

Autore: Giovanna Avignoni

Editore: Dark Zone Edizioni

Genere: Narrativa

Prezzo: Ebook 0,99

Trama: Gloria è appena diventata mamma. Ma nonostante l’amore sconfinato che nutre per la sua bambina, le ombre del passato non le consentono di vivere la maternità serenamente. E mentre nuove paure emergeranno a paralizzarla, Gloria dovrà imparare a guardare dentro di sé per liberarsi dai legacci che le stringono l’anima, per crescere e per far crescere la sua bimba. Riuscirà a imparare di nuovo a camminare da sola, proprio come fanno i bambini? O il dolore e la sofferenza del fardello che si trascina dietro saranno più forti?

RECENSIONE SIMO

Buongiorno a tutti, oggi ho il piacere di parlarvi di un libro dal titolo “Vorrei camminare come fanno i bambini” di Giovanna Avignoni. Si tratta di un racconto breve, ma molto forte e intimo, che ha come protagonista principale la bellissima Giulia, una neo mamma che da poco ha trovato una nuova felicità con suo marito e sua figlia Clelia. 

Nonostante il legame fortissimo con la neonata, una marea di incubi e paure la affliggono e vorrebbe, perciò, riuscire a camminare come fanno i bambini, senza paura, ma soprattutto capire come mai non ci riesce. 

Non era per niente pronta, ancora non era capace di camminare per strada senza paura di cadere cosi come fanno i bambini. 

La narrazione si svolge in casa sua e a casa della sua famiglia, non distanti tra loro, e questo rafforza l’intimità che si percepisce, scorre veloce tra presente e passato e, proprio per questo, avrei preferito una suddivisione precisa in capitoli. 

Assieme a Giulia, ripercorriamo il suo passato e assorbiamo le emozioni che attraversano la sua mente ed il suo cuore: emozioni che nemmeno lei inizialmente sa spiegarsi. 

Rimaneva sempre con qualcosa in sospeso, con un vuoto alla testa e un senso di profondo dolore tra lo stomaco e il cuore. 

Le tematiche affrontate dall’ autrice sono tante: l’infanzia, la violenza contro i bambini, il rapporto conflittuale con i genitori, i traumi subiti e rimossi, la profonda sofferenza, il male di vivere, e l’amore incondizionato verso il proprio figlio. 

Nonostante una partenza un po’ lenta, si riprende durante il racconto e culmina con un finale angosciante ma commovente. 

Lo stile è semplice ma accurato, prevalgono le descrizioni e, anche se talvolta l’ho trovato ripetitivo, direi che all’ autrice va il merito di saper narrare drammi atroci esattamente cosi come sono, senza girarci molto intorno, che ci colpiscono in faccia come schiaffi inaspettati. 

Dalla sua penna non affiora nessun tipo di tentativo di attutirne il colpo. È un tipo di argomento che per la sua crudeltà non amo leggere, ma ciò che mi ha maggiormente colpito è la forza della protagonista nel trovare la volontà di voltare pagina e scovare le ragioni di quel male che le scava l’anima, ma anche di riuscire a capire e perdonare sua madre, una delle persone che più le ha fatto del male. 

Alla fine ciò che lascia al lettore è tanto amore. 

Ho scelto di amare mia figlia e di farla sentire al sicuro, sono certa che un giorno potrò vederla rialzarsi da terra dopo una caduta accidentale e sorridere come solo i bambini sanno fare. Sono convinta che l’amore che le sto trasmettendo, in questo momento così delicato della sua vita, le spianerà la strada futura per un cammino privo di cadute, libero da paure

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