Titolo: Scatti fuori fuoco
Autore: Stefania Da Forno
Editore: Delrai Edizioni 
Genere: Romance
Prezzo: ebook 2,99€
Data Pubblicazione: 25 Giugno

Su amazon: https://amzn.to/3ibf1MT

Trama: La sua voce aveva un non so che di ruvido che la rendeva imperfetta. Forse era colpa del freddo, o delle troppe sigarette che si fumava; sembrava una leggera carezza con un foglio di carta abrasiva: un piacevole fastidio.

Harper è una ragazza di ventisei anni, organizzatrice di eventi.
Nella vita non è mai stata fortunata in campo affettivo e per questo è diffidente verso il prossimo. Cinica e pratica, viene assunta per dedicarsi ai preparativi dell’inaugurazione di un hotel a Fairbanks, in Alaska.
Ian è il fotografo che si occuperà della pubblicità e della realizzazione delle brochure, ma non è un tipo socievole e sembra proprio che Harper non gli piaccia per niente.
Costretti a causa di forze maggiori, i due passeranno un bel po’ di tempo insieme, conoscendosi e confrontandosi, facendo innescare tra loro un cortocircuito di antipatia e forte attrazione.

In un luogo dove il passato, il presente e il futuro si incontrano, Scatti fuori fuoco racconta l’incrociarsi causale di vite e le loro conseguenze.

RECENSIONE DI BARBY

Buongiorno e bentornati su Polvere di Libri, oggi il blog ha il piacere di parlarvi dell’ultimo romanzo di Stefania Da Forno “Scatti fuori fuoco” edito Delrai Edizioni.
I protagonisti di questa storia sono Ian e Harper due giovani ragazzi, molto distanti tra loro, non solo fisicamente.
Ian è un personaggio che gergalmente potrei definire di pancia, spontaneo, scorbutico, a tratti con fare aggressivo, mentre Harper è una ragazza molto riflessiva e introspettiva.
Il loro primo incontro avviene per la preparazione di una inaugurazione di un Hotel in Alaska, l’Hotel che vede come proprietario, il padre di Ian, ma Frank non è solo il padre di Ian, per molti anni ha fatto da padre anche a Harper, quando suo padre ha abbandonato sua madre.
I destini di questi due ragazzi, sono legati da un filo sottile, Harper non conosceva l’esistenza di Ian, ma Ian sapeva benissimo chi fosse Harper e per lei ha sempre nutrito risentimento.

La mia vita era costellata di abbandoni: prima mio padre, che se ne era andato quando ero piccola. Non me lo ricordavo per niente. Tabula rasa. Nemmeno un odore, un’ombra, un respiro. Niente. Solo un’etichetta e un nome proprio: papà Bruce. Di lui mi era rimasto solo il cognome, nient’altro. Poi c’era stato l’abbandono di mia madre, Daisy. Il suo era stato per necessità, ma sempre di abbandono si trattava. Lavorava dodici ore al giorno, sei giorni su sette. Io non ero più sua figlia, e lei era diventata un’estranea col passare dei giorni. Non gliene avevo mai fatto una colpa, ma la sofferenza era difficile da gestire e ignorare, soprattutto da piccoli. Più i mesi passavano, più io mi allontanavo, finché non eravamo arrivate al punto in cui eravamo ora: ognuna aveva la propria vita e poco importava come stesse l’altra.

Il rapporto tra i due inizialmente è difficile, si ritrovano a condividere spazi, e scenari con grande difficoltà, pian pianino iniziano a conoscersi, e a instaurare un buon rapporto, ma quando i rapporti si fondano su segreti e parole non dette, inesorabilmente cede.
La loro storia è molto particolare, nella parte iniziale l’autrice decide di non svelarci molto sul passato dei ragazzi e forse questo mi ha lasciata un po’ perplessa e in difficoltà, ma in compenso, ha dato una forte caratterizzazione ai personaggi e a reso la trama travagliata, intensa e ricca di emozioni, dosando bene tutti i sentimenti contrastanti dei due protagonisti, la trama originale, si intreccia infatti, tra amore, odio, rabbia e rassegnazione.
Il testo è scorrevole, ben scritto e i personaggi sono ben caratterizzati.
Il romanzo, non è solo una storia d’amore, e questo è sicuramente un punto a favore che arricchisce la trama, è una storia di vissuti, di dolore,di rinunce e abbandoni ma sopratutto di scelte difficile, e anche di seconde possibilità, quelle che sono difficili da dare, sia agli altri che a stessi, quelle che spesso si vuole dare perché necessarie per reiniziare a vivere.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *